mercoledì 25 novembre 2009

Di fisica e di letteratura

Si sa che sugli autobus uno non è che ha tanto da fare, mentre si sta in coda e tutti sbuffano e il matto bestemmia. Poi sempre vicino alla porta, il matto, chissà perchè.
Ieri sera ero in autobus, decido di leggere un pò e nel frattempo penso, penso, io penso sempre, Carla me lo dice che penso sempre e che devo pensare di meno ma io non sempre ci riesco anche se qualche volta ci provo, a non pensare. E io a pensare, ieri sera, sull'autobus, in coda al semaforo, mentre leggevo, ho pensato due cose importanti, due cose che a scuola non ti insegnano e però secondo me sono vere, e riguardano la fisica e la letteratura.

Parto con quella di fisica? Ok. Allora, quando studi fisica impari che uno dei primi enigmi degli studenti alle prime armi è: perchè se sto in un aereo che sta cadendo non posso saltare appena prima che tocchi terra, cosi non mi faccio male? Il prof di turno ti dice: perchè sei solidale col sistema aereo e quindi tu stesso viaggi con la stessa velocità verso terra. Tutto giusto. Allora perchè con questi benedetti sampietrini non riesco a leggere perchè si muove tutto? Io e il mio libro non siamo solidali col sistema autobus?

Letteratura: se parlando con qualcuno usassi la parola "stronzo" non farei una bella figura, insomma non è bello dare dello stronzo a qualcuno, non è elegante far sapere che consideri una persona stronza, e infatti io in questo blog non do abitualmente dello stronzo a qualcuno, anzi per quanto possibile cerco di dirlo meno possibile. Ma leggerla su un libro, la suddetta parola, che badate bene non la ripeto tanto la trovate un paio di righe in alto, beh leggerla su un libro è tutta un'altra cosa!